Costi, tasse e scadenze per nuove imprese in Spagna 2026

Aprire un’attività in Spagna nel 2026 richiede una pianificazione attenta di costi, adempimenti fiscali e scadenze. Questa guida, pensata per lettori italiani, riepiloga le principali spese di avvio, le imposte applicabili e il calendario degli obblighi periodici, con esempi pratici e indicazioni operative basate su prassi diffuse.

Costi, tasse e scadenze per nuove imprese in Spagna 2026

Avviare una nuova impresa in Spagna nel 2026 significa combinare corretta scelta della forma giuridica, budget realistico e conoscenza del calendario fiscale. Tra oneri iniziali (notaio, Registro Mercantil, certificati digitali) e costi ricorrenti (gestione contabile, previdenza, IVA e imposte dirette), una pianificazione anticipata riduce rischi e imprevisti. Di seguito trovi una panoramica strutturata su passaggi, adempimenti e scadenze fondamentali per operare in regola e con costi sotto controllo.

Guida 2026: roadmap per avviare un’attività in Spagna

La scelta della forma giuridica (autónomo o società, in genere Sociedad Limitada) incide su responsabilità, fiscalità e oneri. La “Guida 2026: La roadmap passo-passo per avviare un’attività in Spagna” inizia con l’ottenimento del NIE/NIF, la verifica del nome presso il Registro Mercantil Central, l’eventuale apertura del conto e la stipula dell’atto costitutivo dal notaio. Con il canale CIRCE/PAE si velocizzano i passaggi (modello DUE), ottenendo NIF provvisorio e l’iscrizione al Registro Mercantil Provinciale. Seguono la dichiarazione di inizio attività all’Agencia Tributaria (modello 036/037), l’iscrizione alla Seguridad Social (RETA per autónomos) e le eventuali licenze comunali.

Registrare con successo la tua azienda in Spagna

Per “Come Registrare Con Successo La Tua Azienda In Spagna: Una Guida Chiara”, tieni a portata: certificazione del nome (denominación social), bozza di statuto, conferimento del capitale (anche simbolico per SL semplificate), atto notarile, NIF provvisorio, iscrizione al Registro Mercantil e poi NIF definitivo. L’apertura della posizione IVA (IVA al 21% ordinaria, 10% e 4% ridotte a seconda dell’attività) comporta invii periodici. Molte pratiche possono essere eseguite con certificato digitale (FNMT o provider riconosciuti), utile anche per presentare dichiarazioni e firmare documenti con la Pubblica Amministrazione.

Lista di controllo essenziale per piccole imprese

La “Lista di controllo essenziale: Cosa ti serve per avviare una piccola impresa in Spagna” include: NIE/NIF dei soci e amministratori; certificazione del nome dal Registro Mercantil Central; statuti e atto costitutivo; NIF provvisorio e definitivo; apertura posizione IVA/IAE (l’IAE si applica solo oltre 1 milione di fatturato); iscrizione alla Seguridad Social; scelta di un sistema contabile; eventuale licenza di apertura/attività presso il Comune; PEC/spid equivalenti non sono richiesti, ma il certificato digitale è ormai prassi. Per attività con locali, servono conformità urbanistica e di sicurezza.

Le scadenze fiscali chiave per il 2026, salvo modifiche ufficiali, seguono lo schema annuale: IVA trimestrale (modello 303) di norma entro il giorno 20 dei mesi di aprile, luglio e ottobre e a fine gennaio per il quarto trimestre; ritenute su lavoro autonomo e locazioni (modelli 111 e 115) anch’esse in genere entro il giorno 20 del mese successivo al periodo; possibile riepilogo IVA annuale (modello 390) a gennaio per i soggetti tenuti; imposta sulle società (modello 200) nei 25 giorni successivi ai 6 mesi dalla chiusura dell’esercizio (per esercizio solare, in luglio); deposito dei conti annuali al Registro Mercantil entro un mese dall’approvazione, da effettuarsi entro i primi sei mesi dell’anno successivo.

Sul fronte imposte, l’aliquota ordinaria dell’imposta sulle società è in genere del 25%, con riduzione al 15% per nuove società per i primi due esercizi con utile. Per gli autónomos si applica l’IRPF progressivo sugli utili; la contribuzione previdenziale nel RETA dal 2023 è per fasce di reddito, con tariffa ridotta iniziale (tarifa plana) per i nuovi iscritti e poi importi commisurati al reddito netto. Le imprese che superano determinati volumi o aderiscono a regimi speciali IVA possono avere obblighi aggiuntivi (per esempio SII per la tenuta elettronica dei registri). Verifica sempre le istruzioni aggiornate dell’Agencia Tributaria e della Seguridad Social.

Costi: panoramica pratica e confronto di servizi. Di seguito una tabella con fornitori reali e stime indicative per l’avvio e la gestione ordinaria.


Prodotto/Servizio Fornitore/Ente Stima costo
Certificazione nome (denominación social) Registro Mercantil Central (RMC) circa 16–25 €
Atto costitutivo e statuto Colegio Notarial de España (notaio) circa 150–400 €
Iscrizione societaria Registro Mercantil Provinciale circa 100–200 €
Pubblicazione BORME Boletín Oficial del Registro Mercantil circa 60–100 €
Certificato digitale FNMT-RCM (gratuito) / Camerfirma 0 € (FNMT) / 25–60 € (Camerfirma)
Sportello unico d’impresa PAE/CIRCE (Ministerio de Industria) gratuito
Gestione contabile (autónomo) Studi di asesoría/gestoría circa 60–150 €/mese
Gestione contabile (SL) Studi di asesoría/gestoría circa 120–300 €/mese
Licenza comunale di apertura Ayuntamiento (Comune) da 100 € a oltre 1.000 € (per attività e città)
Conto business Banche commerciali in Spagna 0–240 €/anno (canone)
Contributi autónomo iniziali Seguridad Social (RETA) da 80 €/mese (tarifa plana iniziale)

I prezzi, tariffe o stime di costo menzionati in questo articolo si basano sulle informazioni più recenti disponibili ma possono cambiare nel tempo. Si consiglia una ricerca autonoma prima di prendere decisioni finanziarie.


Per la pianificazione finanziaria, considera anche oneri non immediati ma ricorrenti: rinnovo certificati digitali (se provider privati), conservazione digitale delle fatture, eventuali software di contabilità e fatturazione, e costi di buste paga se assumi personale. I datori di lavoro devono prevedere contributi sociali a carico impresa intorno a una quota significativa della retribuzione lorda, variabile per tipologia contrattuale e settore.

Un cenno ai regimi IVA: l’aliquota standard è il 21%, con aliquote ridotte al 10% e 4% per beni/servizi specifici. Esistono regimi particolari (semplificato, agricolo, beni usati) con regole proprie. Nelle operazioni intra-UE è essenziale l’iscrizione al ROI (registro operatori intracomunitari) per applicare il meccanismo di inversione contabile quando previsto e per dichiarazioni riepilogative (modello 349). Per i servizi digitali e vendite a distanza, verifica soglie e regimi OSS/IOSS applicabili.

Infine, mantieni il controllo del calendario: imposta promemoria per trimestrali IVA e ritenute (intorno al giorno 20), adempimenti di gennaio (dichiarazioni dell’anno precedente), approvazione dei conti entro sei mesi e deposito al Registro Mercantil entro il mese successivo. In parallelo, monitora l’evoluzione della fatturazione elettronica B2B, la cui implementazione è in corso e potrà coinvolgere progressivamente più soggetti passivi IVA.

In sintesi, conoscere costi tipici di costituzione, imposte applicabili e scansione delle scadenze consente di impostare un budget credibile e limitare rischi operativi. Con un set documentale completo, un canale PAE/CIRCE per le pratiche e una buona asesoría contabile, l’avvio e la gestione nel 2026 risultano più prevedibili sotto il profilo economico, fiscale e organizzativo.